L'intervento sull'Ici esclude ville, case di lusso e castelli

Nel Consiglio dei ministri il Governo ha trasformato in realtà la promessa di tagliare l'Ici sulla prima casa. L'azzeramento dell'Ici sulla prima casa, operativo dal primo acconto di giugno, riguarderà anche le pertinenze, dal garage, alla cantina e fino alla soffitta. Resteranno fuori, invece, ville, castelli e abitazioni di lusso. Per chi ha già versato l'imposta, saranno stati individuati meccanismi di compensazione.

L'azzeramento dell'Ici, ha sottolineato ieri il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, con corrispondente rifinanziamento integrale ai Comuni, sarà finanziata con la corrispondente riduzione di voci di incremento di spesa discrezionale della spesa pubblica. Nel mirino di Tremonti gli incrementi di spesa contenuti nel decreto milleproroghe e nella Finanziaria per il 2008. (Nicoletta Cottone)

 

Abolita anche la tassa sui garage

 

Il governo Prodi l'ha abolita al 40 per cento, attraverso il ritocco delle detrazioni. Il governo Berlusconi perfezionerà l'intervento, eliminando l'Ici sulla prima casa e relative pertinenze (garage, cantine e soffitte) per il restante 60% dei proprietari. L'abolizione dell'Ici - ha spiegato ieri il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, al termine dell'incontro a palazzo Chigi con le parti sociali - riguarda la stessa categoria catastale prevista dal precedente Governo. Quindi ne saranno esclusi castelli, ville e abitazioni signorili. L'intervento scatterà già a partire dal versamento Ici di giugno, come ha precisato lo stesso Tremonti: stiamo studiando lo sconto anche per le pertinenze come garage, cantine, soffitte. Per chi ha già versato con il «730» saranno previste le opportune compensazioni, probabilmente con un'integrazione alla dichiarazione.
Al taglio «corrisponderà una compensazione ai Comuni integrale e istantanea, poi spetterà a loro decidere come distribuirla al loro interno». L'ipotesi più accreditata è che si proceda alla fine attraverso un'erogazione in due tranche identiche in giugno e dicembre. In ballo, nel totale, vi sono oltre 2,5 miliardi, comprensivi degli 823 milioni del precedente taglio cui occorre dare ora concreta attuazione. Buona parte della copertura sarà reperita nelle voci «di incremento discrezionale della spesa» contenute nel decreto milleproroghe, approvato alla fine di febbraio nella parte finale della legislatura. Un provvedimento «elettorale che non riguardava la gente, ma il palazzo», ha commentato Tremonti.
A nutrire dubbi però che la copertura ipotizzata dal Governo per l'abolizione dell'Ici sia integrale è il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani: «Si parla di restituzione integrale ma non contestualità. Potrebbero crearsi molti problemi nei bilanci degli enti locali». Di famiglia e di sostegno concreto, anche attraverso la leva fiscale, soprattutto alle fasce di reddito medio basse, si è occupato ieri il presidente della Repubblica,

Giorgio Napolitano, nel trasmettere al presidente della Camera, Gianfranco Fini, la petizione sottoscritta da più di un milione di cittadini. L'auspicio è che il Parlamento affronti i temi delle politiche della famiglia e che «in sede di programmazione dei lavori parlamentari, possa essere assicurato un esame tempestivo delle iniziative legislative che saranno presentate in materia». La petizione - ha annunciato Fini - sarà assegnata alle commissioni competenti, non appena costituite e posta all'attenzione dei capigruppo.