Resta il balzello di 1,50 euro ad assegno libero da pagare a titolo
di imposta di bollo. Infatti, se da una parte il
decreto di manovra, che ha ottenuto la fiducia
della Camera, eleva da 5mila a 12.500 euro la
soglia massima per il trasferimento del contante
o di libretti postali o bancari, per gli assegni
al portatore e gli assegni circolari senza la
clausola di non trasferibilità e dei libretti di
deposito bancari o postali al portatore,
reintroducendo i limiti vigenti alla data del 29
aprile 2008, resta l'imposta di 1,50 euro per
ciascun assegno bancario o postale, rilasciato
in forma libera (non contenente la clausola "non
trasferibile").
Viene invece eliminata l'indicazione in ciascuna
grata del codice fiscale del girante. L'articolo
32 del decreto legge, infatti, elimina solo
l'ultimo periodo del comma 10 dell'articolo 49
del Dlgs 231/2007, quello, dunque, relativo alla
girata. Non, dunque, tutto il comma 10, dove
resta l'obbligo di pagare il balzello di 1,50
euro per ogni assegno libero. (N.Co.)
Assegni e contanti, si cambia di nuovo. I pagamenti cash o con
titoli trasferibili sono ammessi per somme sotto
i 12.500 euro, anziché 5mila. E chi gira un
assegno "libero" non deve più inserire il
proprio codice fiscale nella girata. Dopo meno
di due mesi, sono così caduti alcuni dei vincoli
alla circolazione dei mezzi di pagamento fissati
dal decreto legislativo 231/07
sull'antiriciclaggio: operativi dal 30 aprile
scorso, sono stati ora ritoccati dal decreto
legge 112/08 (la "manovra d'estate"), in vigore
da mercoledì 25 giugno. Un rapido turn over
quindi. Tanto veloce che il ministero
dell'Economia ha assicurato che saranno
cancellati i procedimenti sanzionatori aperti
contro chi ha violato, nelle scorse settimane,
le norme ora cadute.
Le misure introdotte d'urgenza dal Governo
Berlusconi hanno fatto fare un passo indietro ai
pagamenti: che tornano, per alcuni aspetti, a
essere disciplinati dalla precedente normativa
dettata per contrastare il riciclaggio,
l'evasione fiscale e le truffe sui titoli di
credito.
Il decreto 112 ha infatti riportato a 12.500
euro la soglia per il trasferimento dei
contanti, per gli assegni bancari, postali e
circolari trasferibili e per il saldo dei
libretti di deposito bancari e postali al
portatore: si tratta del tetto valido fino al 29
aprile e che, dal 30 aprile, era stato abbassato
sotto i 5mila euro. Così, da mercoledì scorso si
possono di nuovo emettere assegni bancari,
postali e circolari trasferibili, se di importo
unitario inferiore a 12.500 euro; mentre gli
assegni da 12.500 euro in su restano «non
trasferibili» e possono essere incassati dal
solo e unico beneficiario, direttamente o a
mezzo banca. Anche il saldo dei libretti al
portatore può tornare sotto i 12.500 euro,
mentre resta libero il saldo dei certificati di
deposito al portatore. Si tratta di limiti che
possono comunque essere modificati dal ministero
dell'Economia con decreto. Cade, inoltre,
l'obbligo, imposto al girante, a pena di
nullità, di inserire il proprio codice fiscale
nella girata degli assegni trasferibili: nei
fatti, impossibile da verificare per le banche.
La manovra d'estate lascia invece intatto
l'impianto di base del sistema tenuto a
battesimo dal decreto antiriciclaggio. Banche e
poste continueranno a consegnare, di regola,
assegni «non trasferibili» ai clienti; che, per
ottenere i titoli "liberi" dovranno fare una
richiesta scritta e pagare il bollo di 1,5 euro
per ogni modulo. Confermati anche i limiti più
restrittivi destinati al circuito dei Money
transfer: possono veicolare solo somme sotto i
2mila euro o, se chi ordina l'operazione ne
prova la congruità rispetto alle sue condizioni
economiche, sotto i 5mila euro.
Il Governo, nell'innalzare la soglia per i
pagamenti in contanti e con assegni "liberi",
non ha però adottato il limite europeo di 15mila
euro, anche se questo poteva tradursi in una
semplificazione: per i pagamenti da 15mila euro
in su scattano infatti l'obbligo per gli
intermediari di registrare le operazioni e gli
obblighi di adeguata verifica di chi compie
operazioni occasionali che comportano movimenti
di mezzi di pagamento, quando le banche agiscono
da tramite nei trasferimenti di euro o valuta
estera e per gli agenti in attività finanziaria.
È tuttavia probabile che la conferma
dell'imposta di bollo di 1,5 euro e della
facoltà di indagini fiscali sui soggetti che
utilizzano assegni liberi farà sparire questi
titoli dalla circolazione.