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ROMA - Accordo nella notte sul piano casa tra governo e Regioni,
ma slitta il decreto che in un primo momento
sembrava previsto per oggi. Al termine di una
lunghissima giornata di consultazioni (e polemiche),
ieri sera Silvio Berlusconi ha dato il via libera
all’intesa con i governatori. L’accordo prevede che
il decreto sarà approvato entro dieci giorni ma sarà
limitato esclusivamente alla semplificazione
amministrativa dell’edilizia e all’incremento delle
risorse pubbliche per l’incentivazione degli affitti
agevolati. In una seconda fase, le Regioni saranno
autorizzate a intervenire con provvedimenti locali
che prevedono l’ampliamento delle cubature fino al
20% ma solo per l’edilizia residenziale e in
particolare per gli edifici
In ogni caso, gli ampliamenti dovranno essere «per
uso familiare» e non potranno essere venduti.
Inoltre sono previsti abbattimenti e ricostruzioni
di edifici di basso valore. Nessun intervento,
comunque, potrà essere fatto nei centri storici o
in deroga alle leggi e i regolamenti comunali. Ieri
mattina i governatori — sia di centrodestra, sia di
centrosinistra — avevano raggiunto una prima
intesa su un testo che è stato poi proposto a
Raffaele Fitto, ministro per le Politiche
regionali. Ma è stata anche sfiorata la rottura.
Colpa di una battuta di Berlusconi: «Il
centrosinistra con quattro voti di maggioranza ha
modificato la Costituzione e ha fatto diventare
questa materia concorrente con le Regioni», ha
detto il premier a margine di un incontro politico.
Parole che hanno sollevato la protesta dei
governatori dell’opposizione guidati da Vasco
Errani, ma anche il malumore dei leghisti. Poi però
il Cavaliere stesso ha mandato attraverso Fitto
segnali di pace. Nel tardo pomeriggio è ripreso il
confronto. E in serata il ministro ha varcato il
portone di Palazzo Grazioli per fare il punto con il
capo del governo. Proprio ieri, comunque,
Berlusconi in mattinata aveva spiegato che «si
tratta di un’idea geniale, non posso obbligare le
Regioni ad applicare il piano, ma spero che lo
facciano». E sono arrivate timide aperture dal Pd:
«Il testo delle Regioni è una buona base di
discussione», ha commentato Ermete Realacci,
responsabile ambiente dei democratici. Soddisfatto
Errani, presidente della Conferenza delle Regioni:
«Abbiamo messo sui binari giusti la programmazione
urbanistica. Importante è la coesione e l’unità di
tutte le Regioni».
Paolo Foschi
Mario Sensini
01 aprile 2009
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